Le Origini

 

Ai piedi dei coni morenici dell'ultima glaciazione, scese dalle ripide pendici del Monte Giovo, in una riparata conca, si trovano le limpide acque del Lago Santo.
Sulle sue ancora quasi sconosciute rive, nel lontano 1938 sorgeva per volere di Tullio Marchetti (nella foto) l'omonimo Rifugio. Fu un'impresa ciclopica, se si pensa che la strada arrivava poco oltre l'abitato di Tagliole e che tutti i trasporti venivano fatti a spalla d'uomo o a dorso di mulo.

Ampliato in due riprese nel 1961 conserva tuttora la robusta struttura originaria in pietra arenaria.
Il Rifugio in tempi passati è stata meta di pochi temerari escursionisti che si avventuravano per sentieri non ancora segnati sino alle incontaminate sponde del Lago. Basti ricordare il noto Editore Tamari sempre accompagnato dall'Ing. Bortolotti autore di impareggiabili guide del nostro Appennino, la cui lettura affascina tuttora.
Il Rifugio ora, rinnovato nelle sue strutture, offre al turista tutti i conforts. Attrezzato anche per soggiorni invernali è costante meta di escursionisti che vogliono cimentarsi in impegnative salite di ghiaccio sulle pendici del Giovo e dei vicini Nuda e Rondinaio.
In estate poi è meta costante di turisti che fuggono dagli arroventati asfalti cittadini per godere la frescura delle faggete che costeggiano il Lago.